Collina - Wikipedia

Definizione

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Colline marchigiane

Come detto, la distinzione tra collina e montagna non è netta, soprattutto a livello toponomastico: nonostante le attuali convenzioni, fin dalle epoche più antiche le parole "collina" e "monte" evocano nella mente dell'uomo diversi insiemi di idee che prescindono dalla possibilità pratica di misurare l'altezza dei rilievi. Dunque, quando l'uomo ha dato nome alle alture che lo circondavano, ha usato la parola collina quando il rilievo presentava versanti dolci, mentre ha utilizzato la parola monte per i rilievi caratterizzati dalla difficoltà di raggiungere la cima, dall'inaccessibilità di alcuni versanti, dalla presenza di pareti rocciose[3].

Panorama delle Langhe

Nella toponomastica italiana quindi sono detti "colline" alcuni rilievi con pendio dolce, senza asperità e senza pareti rocciose, anche quando superano l'altezza di 400, 500 o 600 metri. Esempi classici sono costituiti dalle Langhe e dai Colli Albani, che superano i 500 ed anche i 600m s.l.m., ma che non sono particolarmente impervi né visibilmente sporgenti dal terreno e, perciò, sono considerati colline.

Nei vari Paesi del mondo la collina è definita diversamente, in base alle caratteristiche orografiche del territorio.

  • In Russia e nei Paesi russofoni il limite altimetrico tra collina e montagna è solitamente stabilito sui 200 m[4].
  • Nel Regno Unito i geografi storicamente considerano come montagne le alture superiori ai 1000 piedi (300m); ciò è alla base della trama del film L'inglese che salì la collina e scese da una montagna. Gli escursionisti, in accordo con l'Oxford English Dictionary, considerano come limite quello dei 2000 piedi (610m) e il geografo John Whittow, nel suo Dictionary of Physical Geography, afferma: "Alcune autorità considerano le elevazioni sopra 610m come montagne, quelle al di sotto come colline"[5].
  • Negli Stati Uniti si segue il criterio dei 2000 piedi (610m); per tale motivo, Cavanal Hill, situata nei pressi di Poteau (Oklahoma), viene considerata la collina più alta del mondo, raggiungendo i 609m. Nonostante Canaval Hill, il Sistema d'Informazione dei Nomi Geografici statunitense elenca centinaia di rilievi denominati "colline" e che superano i 2000 piedi (610m).
  • Neanche in Francia e nei Paesi francofoni, similmente a quanto accade in Italia, esiste una distinzione netta tra monte e collina: l'appellativo mont è riservato anche a modeste elevazioni e non esiste un limite ufficiale di discriminazione tra colline e montagne. Anche le colline di modesta altitudine (dai 100 ai 600 metri) sono talvolta qualificate come montagne quando la loro forma è aspra e spiccano in modo imponente dal territorio circostante.
  • In alcuni Paesi del Sud e del Centro America sono chiamate colline alcune vette che superano i 3000 m di altitudine o addirittura alte quanto il cerro El Plomo, letteralmente "collina El Plomo", di 5424m s.l.m..

Esiste anche una complessa convenzione statistica, stabilita dall'ISTAT, che definisce zona altimetrica di collina un territorio ricco di rilievi di altitudine generalmente inferiore a 600 metri nell'Italia settentrionale e 700 metri nell'Italia centro-meridionale e insulare: eventuali piccole aree distinte racchiuse nella zona si considerano parte della zona di collina; i livelli altitudinali sono suscettibili di spostamento in relazione ai limiti inferiori delle zone fitogeografiche dell’Alpinetum, del Picetum e del Fagetum, nonché in relazione ai limiti superiori delle aree di coltura in massa della vite nell’Italia settentrionale e dell’olivo nell'Italia centro-meridionale e insulare[6].

Nelle rappresentazioni cartografiche l'indispensabile semplificazione fa sì che spesso siano mappati come collinari tutti i rilievi di altitudine inferiore a 600m s.l.m..

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