Come Creare Gli Accordi, Capirli E Rivoltarli - Luca Ricatti
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Scopriamo come creare gli accordi e come riconoscerli quando li incontriamo, analizzandone la struttura si base, con l’aiuto della consueta infografica.
La costruzione degli accordi è la base della musica come la conosciamo noi occidentali dell’era moderna. Per questo, capire come si genera un accordo è una vera e propria nozione basilare. Piano piano, col passare degli anni, un articolo dopo l’altro, sto costruendo un piccolo archivio di lezioni. La folle idea che mi sono messo in testa è di poter fornire a chiunque la possibilità di imparare a suonare la Chitarra partendo da zero, per arrivare gradualmente a nozioni e tecniche sempre più avanzate.
Ho iniziato questo ciclo di lezioni di Chitarra spiegando come memorizzare le posizioni dei più comuni Accordi per Chitarra. Ho persino messo online, completamente gratis, un intero ciclo di video lezioni che si chiama Corso di Chitarra per Principianti.
Poi siamo passati ad analizzare la Scala Pentatonica e le altre principali scale per Chitarra.
Ora siamo al punto di capire come sono strutturati gli accordi. Ora cominciamo a fare sul serio.
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Cosa troverai in questo articolo
Vedremo: 1 – Come si costruisce un accordo a partire da qualsiasi nota in qualsiasi tonalità. 2 – Cos’è una Triade 3 – Che cosa sono gli accordi a Quattro voci 4 – Come si crea un Rivolto 5 – L’importanza dell’intervallo di Terza nella nascita della musica moderna.
Negli ultimi articoli abbiamo imparato cosa sono gli intervalli musicali e come riconoscere gli intervalli sulla chitarra. Se non hai le idee chiare su cos’è un intervallo musicale, ti consiglio caldamente di procedere con ordine e leggere prima questo articolo.
Se invece sai di cosa parliamo, allora andiamo avanti. Abbiamo tutti gli ingredienti per costruire un accordo, vediamo la ricetta.
Come è fatto un accordo: l’intervallo di Terza
Un accordo è fatto così. Prendiamo una tonalità di riferimento. Una qualsiasi. Per esempio Do. Poi prendiamo una nota qualsiasi all’interno di questa tonalità. Tipo Do. Questa nota la chiamiamo Fondamentale.
Saltiamo un grado e suoniamo la nota che viene dopo il Do. No, non è Re. Ho detto che saltiamo un grado. Cosa viene dopo il Do se saltiamo un grado?
Do – Re – Mi
Viene il Mi, bravo.
Ora, se hai studiato la lezione sugli intervalli musicali, mi saprai dire che intervallo corre tra Do e Mi. Hai detto Terza? Bravo, sono proprio orgoglioso.
Quindi abbiamo due note distanti un intervallo di Terza: Do e Mi. Ma non ci basta. Perché? Perché una prima cosa importante da sapere è che per creare gli accordi servono almeno tre note.
Quindi facciamo lo stesso giochetto di prima. Saltiamo un grado e suoniamo la nota che viene dopo il Mi. Ho detto saltiamo un grado.
Mi – Fa – Sol
Sol, ottimo.
In pratica procediamo così, suoniamo le note della scala di riferimento (che in questo caso è la scala di Do maggiore), ma procediamo a salti: ne suoniamo una sì e una no.
Do – (Re) – Mi – (Fa) – Sol
Dunque adesso abbiamo note a sufficienza per creare un accordo: Do – Mi – Sol
Riassumendo
Sappiamo che sono tre note distanti un intervallo di Terza l’una dall’altra. E che rispetto alla nota di partenza (Do), la seconda nota è la sua Terza e l’altra è la sua Quinta.
Quindi. Do è la Fondamentale dell’accordo. Mi è la sua Terza. Sol è la sua Quinta.
Questa è una Triade. E no, non ha niente a che fare con la mafia cinese.
Una Triade, quindi, è sempre composta da:
– Fondamentale – Terza – Quinta
Ovviamente, come ti ricorderai, le Terze non sono tutte uguali. E nemmeno le Quinte. Dipende.
Triadi
Per esempio, se sei in tonalità di Do e suoni la Triade di Do, hai
Do – Fondamentale Mi – Terza maggiore Sol – Quinta giusta
Una Triade di questo tipo si chiama Triade maggiore.
Ma se in tonalità di Do suoni la Triade di La, ottieni questo:
La – Fondamentale Do – Terza minore Mi – Quinta giusta
Una Triade di questo tipo si chiama Triade minore.
Se invece suoni la Triade di Si, ottieni questo:
Si – Fondamentale Re – Terza minore Fa – Quinta diminuita
Una Triade di questo tipo si chiama Triade diminuita.
Una Triade si dice: – Maggiore se ha la Terza maggiore e la Quinta giusta. – Minore se ha la Terza minore e la Quinta giusta. – Diminuita se ha la Terza minore e la Quinta diminuita – Aumentata se ha la Terza maggiore e la Quinta aumentata.
Una Triade è l’accordo più semplice che esiste. Si dice che è un accordo a tre voci.
E se non sono Triadi?
Gli accordi a due voci non esistono. O meglio, esistono, ma si chiamano Bicordi. O meglio, no, non esistono, perché un Bicordo non è un Accordo.
Gli accordi si possono fare anche con più di tre voci. Per creare gli accordi a Quattro voci, basta aggiungere un altro intervallo di Terza. Così facendo, ottieni una cosa di questo tipo:
– Fondamentale – Terza – Quinta – Settima
Aggiungendo un altro intervallo di Terza, l’accordo si arricchisce di una Nona.
Con un altro intervallo di Terza, l’accordo si arricchisce di una Undicesima.
E con ancora un altro [… bla bla bla… ] Tredicesima.
Ma questa è pura teoria, non è affatto facile creare accordi così grossi. Di solito, se si vuole aggiungere una Undicesima o una Tredicesima a un accordo, si leva qualcosa sotto: si leva la Quinta o la Settima o la Nona.
Rivolti degli accordi
Un accordo è un po’ come un’addizione: cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Se invertiamo l’ordine delle note, dal punto di vista dell’armonia, l’accordo ha sempre lo stesso valore.
Prendiamo la Triade di Re minore.
Re – Fa – La
Se spostiamo il Re all’ottava superiore, la nota più bassa diventa il Fa e la Triade si presenta:
Fa – La – Re
Ovvero:
Terza – Quinta – Fondamentale
Ecco, non cambia niente. Si tratta sempre di un accordo di Re minore, abbiamo solo spostato la posizione degli oggetti sul tavolo.
In questo modo abbiamo introdotto l’argomento di Triadi e Rivolti.
Quando la nota più bassa è la Fondamentale, si dice che l’accordo è in posizione Diretta. Se la nota più bassa è la Terza, si dice che l’accordo è in posizione di Primo rivolto. Quando invece la nota più bassa è la Quinta, si dice che l’accordo è in posizione di Secondo Rivolto.
E se si tratta di un accordo a quattro voci, con la settima? Quando la nota più bassa è la Settima, si dice che l’accordo è in posizione di Terzo Rivolto.
Come creare gli accordi sulla chitarra
Beh, in realtà, a questo punto dovresti essere in grado di procedere da solo. Ti ho appena dato la ricetta. Gli ingredienti già ce li avevi.
Se hai imparato a trovare e riconoscere gli intervalli sulla chitarra, per creare gli accordi non devi far altro che suonare una nota (la Fondamentale) insieme alla Terza e alla Quinta. E ci puoi aggiungere None, Undicesime, Tredicesime. Ma tutto questo lo vedremo dettagliatamente nella prossima lezione. Per il momento, la cosa fondamentale è che tu abbia capito che…
Per creare gli accordi ci vogliono le Terze
C’è stata una fase cruciale, nella storia della musica, tanti secoli fa, in cui i compositori hanno iniziato ad armonizzare voci e strumenti per intervalli di Terza. Prima di allora le armonizzazioni si facevano per intervalli di Quarta e Quinta.
Il Canto Gregoriano, per esempio, si basa ancora su questa cosa. C’è una voce che canta la melodia su un registro più acuto (Autentico) e una che armonizza sulla Quinta all’Ottava inferiore, muovendosi parallelamente alla prima (Plagale). A quel tempo non esistevano gli accordi veri e propri, per il semplice fatto che non si faceva questo uso massiccio degli intervalli di Terza.
Nel prossimo articolo vedremo come mettere in pratica tutto questo sulla chitarra.
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