Sonata Per Pianoforte N. 14 (Beethoven) - Wikipedia

Struttura

[modifica | modifica wikitesto] Aiuto Op. 27 n° 2, 1° movimento (info file)
Sonata per pianoforte n° 14 (Op. 27 n° 2, 1° movimento, Adagio sostenuto) di Ludwig van Beethoven.
Sonata per pianoforte n° 14 (Op. 27 n° 2, 1° movimento, Adagio sostenuto) di Ludwig van Beethoven. Aiuto Op. 27 n° 2, 2° movimento (info file)
Sonata per pianoforte n° 14 (Op. 27 n° 2, 2° movimento, Allegretto) di Ludwig van Beethoven.
Sonata per pianoforte n° 14 (Op. 27 n° 2, 2° movimento, Allegretto) di Ludwig van Beethoven. Aiuto Op. 27 n° 2, 3° movimento (info file)
Sonata per pianoforte n° 14 (Op. 27 n° 2, 3° movimento, Presto agitato) di Ludwig van Beethoven.
Sonata per pianoforte n° 14 (Op. 27 n° 2, 3° movimento, Presto agitato) di Ludwig van Beethoven.
Il tema del secondo movimento (Allegretto)
Ultimo movimento: Presto agitato

I movimenti che compongono la sonata sono:

  1. Adagio sostenuto
  2. Allegretto (in Re bemolle maggiore)
  3. Presto agitato

Pur non essendo indicato come tale, il secondo movimento è in forma di minuetto. Il "Presto agitato" invece è strutturato in forma sonata.

Il titolo al Chiaro di luna non fu invenzione di Beethoven, che difficilmente dava un titolo alle sue opere, ma fu introdotto in età romantica dal critico musicale tedesco Ludwig Rellstab (probabilmente nel 1832 o 1836), perché vedeva nel primo movimento, l'Adagio sostenuto, la descrizione di un idilliaco panorama notturno schiarito dalla luna (in particolare egli si riferiva a un paesaggio reale, il lago dei Quattro Cantoni[1], anche se è discussa la veridicità delle sue affermazioni). Da allora la denominazione fu assunta come nome ufficiale della composizione. Tra alcuni schizzi, databili intorno ai primissimi anni dell'Ottocento, sono state trovate delle trascrizioni di alcune battute che compongono l'episodio della morte del Commendatore nel Don Giovanni di Mozart (Terzetto Don Giovanni-Leporello-Commendatore: «Ah, soccorso!... son tradito») che mostra una certa somiglianza con il movimento di terzine che percorre l'intero primo tempo.

In quest'opera, su un accompagnamento argentino quasi in filigrana, si leva un tema quieto, ma deciso; poi incalza con un delicato andamento che s'innalza e ridiscende, per concludere con la stessa atmosfera meditativa nella quale era iniziato, rievocando forse l'atteggiamento di amara dolcezza con cui il compositore sembrava accettare il suo destino.

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