VENTO: Tipi | Cjalzumit

Fasce climatiche

  • fascia intertropicale compresa tra il tropico del Cancro (Nord) e quello del Capricorno (Sud); la zona è caratterizzata dal fatto che il giorno e la notte sono di 12 ore. Il clima è umido a cavallo dell’equatore e secco in prossimità dei tropici
  • all’equatore si estendono le calme equatoriali caratterizzate da aree di bassa pressione (cicloni permanenti). A causa dell’ascesa dell’aria in tali zone sono presenti nubi, venti leggeri e umidità elevata.

CLASSIFICAZIONE dei VENTI Al suolo

  • teso quando la velocità e direzione sono costanti
  • a raffiche quando la direzione è pressoché costante e la velocità è variabile di almeno 10 nodi e di durata inferiore a 20 secondi
  • turbinoso o di groppo quando sia la velocità che direzione hanno variazioni continue e rilevanti

Costanti Circolazione dell’aria riferita alla bassa troposfera.Alisei Essi si formano a causa del movimento di aria che si sposta dalla zona anticiclonica di alta pressione presente al di sopra delle zone tropicale e subtropicale del 30° parallelo, verso quelle di bassa pressione equatoriali. A causa della forza di Coriolis questi venti vengono deviati verso ovest. Nell’emisfero boreale gli alisei spirano da Nord-Est verso Sud-Ovest, nell’emisfero australe spirano da Sud-Est verso Nord-Ovest. Nell’emisfero nord le masse continentali causano interruzioni nella fascia dei venti occidentali, nell’emisfero sud la fascia è pressoché ininterrotta e i venti assumono persistenza e vigore. Controalisei (occidentali) Nella zona delle calme equatoriali il forte riscaldamento provoca l’ascesa di un’imponente massa d’aria, che giunta a una quota di 3-4000 m si divide in due correnti che discendono, per progressivo raffreddamento, verso N nell’emisfero boreale e verso S nell’emisfero australe, arrivando fino alla latitudine di 30º dove si addensano per formare le zone subtropicali di alta pressione dette anche calme tropicali. Queste correnti risentendo anch’esse della forza di Coriolis, per cui vengono deviate nell’emisfero boreale verso Nord-Est e nell’emisfero australe verso Sud-Est, in senso contrario agli alisei. Essi spirano tra le latitudini di 35° e 60° N e 35° e 60° S. Venti polari Le zone polari, artica e antartica, sono caratterizzate da venti orientali (polari), che si spostano dalle zone di alta pressione polare verso le fasce di bassa pressione subpolare. L’ aria che si muove verso i Poli viene spinta verso Est dalla forza di Coriolis e acquista velocità. Quando arriva alla latitudine di 30° (sia Nord che Sud) ha acquistato una tale velocità verso Est da non riuscire più ad avanzare verso il Polo. Il tetto è comunque sempre rappresentato dalla tropopausa, dove il gradiente termico verticale diventa stabilmente zero, e al di sopra della quale l’aria è quindi permanentemente stabile. Periodici I venti periodici sono quelli che spirano con direzione costante ma senso alternato.

  • Brezza di mare Di giorno in riva al mare la terra si riscalda più rapidamente dell’acqua, per cui sulla terraferma si stabilisce una condizione di bassa pressione con la conseguenza che l’aria sale, innescando un moto convettivo che richiama l’aria più fresca dal mare.
  • Brezza di terra Di notte, invece, la terra si raffredda più rapidamente del mare, per cui sul mare si stabilisce una condizione di bassa pressione con la conseguenza che l’aria sale, innescando un moto convettivo che richiama l’aria più fresca dalla terra.

Monsoni Durante l’estate l’Asia subisce un forte riscaldamento con la conseguente depressione che richiama aria calda, umida e instabile dall’oceano. Risalendo verso l’Himalaya, il monsone estivo dà luogo a nuvolosità estesa, spesso a carattere temporalesco, e a ingentissime precipitazioni. Durante l’inverno, l’aria fredda e secca del continente defluisce verso l’oceano; scendendo dalle cime dell’Himalaia l’aria si scalda e genera il clima secco del monsone invernale.Simboli direzione del vento

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