QT Lungo Ed Intervallo Corretto - Scopri I Valori Normali!

  • Valori di riferimento
  • Descrizione
  • Interpretazione
  • Valori bassi
  • Valori alti
  • Fattori che influenzano
  • Quando viene richiesto
  • Preparazione
  • Altro

Valori Normali

Valori di QT

Maschi adulti (ms)

Femmine adulte (ms)

Normale

inferiore a 430

inferiore a 450

Borderline

431-450

451-470

Prolungato

superiore a 450

superiore a 470

Fonte: FDA

La sindrome del QT breve è caratterizzata da intervalli inferiori ai 300 ms (Fonte: Wikipedia).

(Attenzione, gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all'altro, fare quindi riferimento a quelli presenti sul referto in caso di esami del sangue ed urina.)

Descrizione

Il cuore batte circa 100.000 volte al giorno per garantire la necessaria circolazione del sangue in tutto l’organismo e, con questo obiettivo, le camere cardiache in cui è suddiviso si contraggono e si rilassano continuamente in modo molto rigoroso e controllato.

Dopo ogni battito cardiaco il sistema elettrico del cuore si ricarica in preparazione del successivo (ripolarizzazione) e l’intero processo può essere studiato attraverso l’elettrocardiogramma (ECG), il test che rileva e registra l’attività elettrica del cuore.

Questo esame registra i segnali elettrici mentre si muovono attraverso il cuore, i dati vengono quindi mappati su un grafico in modo che il medico possa studiali ed in particolare ogni battito viene descritto da cinque onde elettriche distinte: P, Q, R, S e T.

Fotografia di un referto di ECG

iStock.com/rezendeluan

Il termine “intervallo QT” si riferisce alla misurazione del tempo che intercorre tra l’onda Q e l’onda T, che descrive l’attività elettrica nelle camere inferiori del cuore, i ventricoli; è un valore che dipende da quanto velocemente si susseguono i battiti cardiaci, più rapida è la frequenza con cui batte il cuore, minore è l’intervallo QT.

Intervallo QT, nel battito cardiaco

iStock.com/lukpedclub

I tempi che scandiscono questo andamento sono controllati con scrupolosa precisione dal corpo e normalmente questo intervallo dura circa un terzo di ogni ciclo di battito cardiaco; esiste una condizione chiamata Sindrome del QT lungo in cui invece questo intervallo dura di più del normale, provocando un battito alterato e pericoloso per il paziente.

Meno comune è invece la Sindrome del QT breve, una malattia genetica in cui al contrario il tempo risulta diminuito rispetto ai valori normali.

Interpretazione

È stato dimostrato che intervalli QT anomali (troppo lunghi o corti) sono associati ad un aumentato rischio di sviluppo di

  • aritmie ventricolari pericolose per la vita
  • e a morte cardiaca improvvisa.

Cause genetiche

Un prolungamento anomalo dell’intervallo potrebbe essere dovuto alla Sindrome del QT lungo, mentre un intervallo inferiore potrebbe essere dovuto alla sindrome del QT breve.

Reazioni avverse da farmaci

Il prolungamento dell’intervallo QT può essere causato da un farmaco, in quanto sono numerosi quelli in grado di alterarne i valori (vedi paragrafo “Fattori”).

Malattie

Alcune altre condizioni di salute possono aumentare l’intervallo, come ad esempio l’ipotiroidismo e l’ipocalcemia (carenza di calcio), mentre l’ipercalcemia può rendere conto di una diminuzione del valore.

Valori Bassi

  • Ipercalcemia
  • Sindrome del QT corto

Valori Alti

  • Ipocalcemia
  • Ipotirodismo
  • Sindrome del QT lungo

(Attenzione, elenco non esaustivo. Si sottolinea inoltre che spesso piccole variazioni dagli intervalli di riferimento possono non avere significato clinico.)

Fattori che influenzano l'esame

I farmaci in grado di alterare il tempo tra l’onda Q e l’onda T sono decine, ma tra i più comuni ricordiamo:

  • aloperidolo,
  • vemurafenib,
  • ziprasidone,
  • metadone,
  • sertindolo,
  • alcuni antiaritmici (amiodarone, sotalolo),
  • alcuni antistaminici,
  • interazione tra inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e diuretici tiazidici,
  • antibiotici macrolidi (come l’azitromicina),
  • (per ulteriori farmaci consultare la pagina Farmaci e prolungamento dell’intervallo QT).

Anche l’alcol, se assunto in grandi quantità, può prolungare temporaneamente l’intervallo QT.

Quando viene richiesto l'esame

Il parametro viene misurato tutte le volte che si effettua un elettrocardiogramma, ma in base alla presenza di eventuali fattori di rischio possiamo stilare le seguenti indicazioni.

Livello di rischio Definizione Screening ECG Follow-up ECG Consulenza cardiologica Monitoraggio sec. Holter
Molto basso Maschi senza fattori di rischio Non necessario Non necessario Non necessaria Non necessario
Basso Donne senza fattori di rischio Non necessario Non necessario Non necessaria Non necessario
Medio Patologie cardiache Consigiabile Consigiabile Consigiabile Non necessario
Alto Interazioni tra farmaci Necessario Necessario Necessaria Discutibile
Molto alto Storia di LQTS Obbligatorio Obbligatorio Obbligatoria Obbligatorio

Fattori di rischio

  • Sesso femminile,
  • patologie cardiache,
  • ipokaliemia (carenza di potassio),
  • ipocalcemia (carenza di calcio),
  • ipomagnesemia (carenza di magnesio),
  • sovradosaggio farmaci,
  • uso di farmaci in grado di alterare l’intervallo QT,
  • bradicardia (battito cardiaco rallentato),
  • uso di diuretici,
  • famigliarità per la sindrome congenita del QT lungo.

Preparazione richiesta

Per la preparazione all’elettrocardiogramma:

  • non è necessario il digiuno,
  • non è necessario astenersi da particolari attività,
  • è invece indispensabile evitare di applicare creme sul torace, che per gli uomini potrebbe invece dover essere depilato.

Per favorire l’esecuzione dell’esame è consigliabile l’uso di vestiti comodi per lasciare passare i fili dello strumento.

Altre informazioni

Sindrome del QT lungo

La sindrome del QT lungo è un disturbo genetico in grado di alterare il battito cardiaco; molti pazienti che ne sono affetti non manifestano alcun sintomo, mentre in altri casi è possibile sviluppare:

  • svenimenti, perché il cuore interrompe temporaneamente la sua funzione di pompa e il cervello va incontro a carenza di ossigeno (ipossia); in genere il ritmo viene ripristinato entro pochi minuti, insieme al recupero dello stato di coscienza;
  • convulsioni, una possibile reazione alternativa allo svenimento in seguito alla carenza di ossigeno a livello cerebrale,
  • palpitazioni, ossia lo sviluppo di un battito cardiaco accelerato e/o alterato.

Questi sintomi possono manifestarsi e apparentemente senza ragione, ma sono favoriti/innescati da:

  • stress,
  • emozioni quali eccitazione, rabbia, spavento (anche solo a seguito di un suono/rumore improvviso),
  • esercizio fisico intenso (nuoto in particolare),
  • assunzione di specifici farmaci,
  • rallentamento fisiologico del battito cardiaco durante il sonno.

Quando non si verifica il recupero spontaneo di un battito normale, regolare ed efficace è necessario allertare i soccorsi e, quando disponibile, ricorrere all’uso di un defibrillatore per prevenire e trattare l’arresto cardiaco (si ritiene che la sindrome del QT lungo sia una delle principali cause di morte improvvisa in giovane età).

Se molti pazienti non necessitano di alcuna terapia a lungo termine (fatta eccezione per un’attenzione costante ad evitare farmaci ed altre condizioni a rischio), in altri casi può essere necessario ricorrere a farmaci beta-bloccanti per rallentare il battito cardiaco o, nei pazienti affetti dalle forme più severe, l’impianto di un pacemaker o di un defibrillatore impiantabile.

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