Vitamina D - Humanitas

  • Che cos’è la vitamina D
  • A cosa serve
  • In quali alimenti è presente
  • Qual è il fabbisogno giornaliero di vitamina D?
  • Carenza di vitamina D
  • Eccesso di vitamina D
  • Quali comportamenti possono provocare una carenza di vitamina D?

Che cos’è la vitamina D

La vitamina D è una vitamina liposolubile, viene quindi accumulata nel fegato e non è dunque necessario assumerla con regolarità, attraverso i cibi, dal momento che il corpo la rilascia a piccole dosi quando il suo utilizzo diventa necessario.

La vitamina D si presenta sotto due forme: l’ergocalciferolo, che viene assunto con il cibo, e il colecalciferolo, che viene sintetizzato dall’organismo.

A che cosa serve la vitamina D?

La vitamina D è perlopiù sintetizzata dall’organismo, attraverso l’assorbimento dei raggi del sole operato dalla pelle. Questa vitamina è un regolatore del metabolismo del calcio e per questo è utile nell’azione di calcificazione delle ossa.

La vitamina D contribuisce inoltre a mantenere nella norma i livelli di calcio e di fosforo nel sangue.

In quali alimenti è presente la vitamina D?

La vitamina D è scarsamente presente negli alimenti (alcuni pesci grassi, latte e derivati, uova, fegato e verdure verdi). L’unica eccezione è data dall’olio di fegato di merluzzo.

La vitamina D viene in grande parte accumulata dal nostro organismo attraverso l’esposizione ai raggi solari e va integrata solo in situazioni particolari, legate alla crescita, alla gravidanza e all’allattamento.

Qual è il fabbisogno giornaliero di vitamina D?

Il fabbisogno giornaliero di vitamina D varia a seconda dell’età:

  • Lattanti: 10 μg al giorno
  • Bambini fino ai 6 anni: 15 μg al giorno
  • Ragazzi 7/10 anni: 15 μg al giorno
  • Ragazzi fino ai 14 anni: 15 μg al giorno
  • Adulti: 15 μg al giorno
  • Gravidanza: 15 μg al giorno
  • Allattamento: 15 μg al giorno

Carenza di vitamina D

La vitamina D, essenziale per il metabolismo di calcio e fosforo, è sintetizzata principalmente attraverso l’esposizione solare. Fattori come scarsa esposizione al sole, problemi di assorbimento intestinale e dieta inadeguata possono causare carenza.

La carenza di vitamina D incide in modo negativo sulla calcificazione delle ossa con effetti che vanno dal rachitismo per i bambini alle deformazioni ossee di varia natura e alla osteomalacia, che si presenta quando la struttura ossea esternamente è integra ma all’interno delle ossa si registra un contenuto minerale insufficiente. La mancanza di Vitamina D rende inoltre i denti più deboli e vulnerabili alle carie.

Il trattamento della carenza di vitamina D solitamente implica l’assunzione di integratori di vitamina D, che possono essere somministrati quotidianamente, settimanalmente o mensilmente, generalmente per via orale. L’integratore di vitamina D più comune è la vitamina D3 (colecalciferolo), la stessa che il nostro corpo produce quando siamo esposti alla luce solare. La dose e la durata del trattamento dipendono dai livelli iniziali di vitamina D e dalle condizioni di salute del paziente. È fondamentale seguire le indicazioni del medico e non autoregolarsi con l’integrazione.

Eccesso di vitamina D

L’eccesso di vitamina D può provocare una calcificazione diffusa a livello dei vari organi, con conseguente vomito, diarrea e spasmi muscolari.

Quali comportamenti possono provocare una carenza di vitamina D?

Dal momento che la maggior parte della vitamina D viene recepita dai raggi del sole, una carenza di questa vitamina può derivare da comportamenti che impediscano l’esposizione al sole, come il vestirsi troppo coperti, l’utilizzare protezioni solari troppo elevate o restare al chiuso per lunghe ore.

La vitamina D viene “dispersa” anche a causa di comportamenti poco sani come l’abuso di alcol e il consumo di sostanze stupefacenti. Inoltre, l’uso di certi farmaci può influire sulla quantità di vitamina D custodita dal nostro organismo.

Ultimo aggiornamento: Luglio 2025Data online: Ottobre 2017

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